Indagine endoscopica

L’indagine Endoscopica è particolarmente adatta nella diagnostica edilizia, nella conservazione e nel restauro. Gli endoscopi sono utilizzati per osservare direttamente in punti inaccessibili la morfologia, tipologia e stato di conservazione dei materiali, le strutture portanti e portate dei solai piani e tutte quelle strutture e materiali che possono essere convenientemente indagati attraverso fori di piccolo diametro.

Esistono 3 tipi di strumenti (endoscopio rigido, endoscopio flessibile con fibre ottiche e videoendoscopio) con caratteristiche costruttive differenti e con diverse possibilità operative e sono tutti caratterizzati da un diametro piccolo dai 6 ai 16 mm della sonda d’esplorazione.

L’endoscopio rigido è costituito da un tubo rigido con abbinati prismi e lenti che consentono un trasferimento dell’immagine da una estremità all’altra del tubo e può essere prolungato fino a raggiungere alcuni metri. L’endoscopio flessibile a fibre ottiche è costituito da un fascio centrale di fibre ottiche coerenti, a cui coassialmente è montato un altro fascio di fibre ottiche. In questo modo il fascio centrale trasporta l’immagine da una estremità all’altra.

Il videoendoscopio è composto da una micro telecamera, dal videoprocessore e dal monitor. La sonda comprende due parti: un fascio di fibre ottiche per l’illuminazione e un sensore CCD che raccoglie i segnali luminosi e li trasmette via cavo al videoprocessore che li elabora in immagini che vengono ricostruite su video. Le immagini possono essere registrate su supporto elettronico.

L’affidabiltà di questa tecnica di indagini è ottima per quanto riguarda la possibilità di controllare direttamente lo stato di strutture e materiali con il limite, di essere un controllo ristretto alla zona circoscritta dalla superficie del foro.