Controllo vibrazionale forzato

Le prove vibrazionali consistono nel imprimere una sollecitazione dinamica (F=F0sin ωt) ad una struttura di sottofondazione, mediante un vibratore elettrodinamico. L’energia trasmessa sotto forma di onde di compressione si dirige verso la punta del palo e solo una parte si riflette verso l’alto. Tramite un traduttore di velocità, posto in sommità del palo si rileva lo spettro di vibrazione  in funzione della frequenza di eccitazione (30 Hz – 2 kHz).

Conoscendo il valore della forza impressa è possibile calcolare l’ammettenza meccanica come rapporto tra la velocità della testa del palo e la forza applicata, grandezza legata al comportamento dinamico del complesso palo-terreno. Tale caratteristica permette, di determinare la lunghezza del palo, variazioni di sezione, difetti localizzati, incastro alla base.

La lunghezza del palo è definita come quella parte della struttura che entra in vibrazione. In presenza di un difetto, tale la lunghezza corrisponde alla distanza tra il difetto e l’estremità superiore del palo. Una variazione importante di sezione localizzato in un terreno compatto può costituire un nodo di vibrazione e quindi in certi casi determinare la lunghezza fisica del palo.

L’esecuzione del controllo vibrazionale forzato offre poche informazioni rispetto alla prova ecometrica: ha un costo maggiore e richiede più tempo sia per l’esecuzione in cantiere che per l’elaborazione dei dati in ufficio.