Ricerca sottoservizi

Indagine georadar

Ground Penetrating Radar (GPR) è il termine usato per indicare la tecnica d’indagine Georadar, la quale utilizza le onde radio, per individuare discontinuità nel sottosuolo dovute a cause naturali oppure a cause esterne. Storicamente, il GPR è stato usato principalmente nella mappatura del terreno; più recentemente il Georadar viene utilizzato nel settore dell’ingegneria civile nell’ambito delle prove non distruttive su strutture in calcestruzzo e strutture in muratura.

Impulsi elettromagnetici brevi vengono inviati ad velocità elevata (3 x 108 m/s) e quando l’onda incontra una discontinuità (interfaccia, frattura, cambiamento del materiale), una parte dell’onda viene rifratta e prosegue la sua corsa nel terreno, un’altra parte viene riflessa e ritorna in superficie.

L’antenna è composta da due trasduttori: uno per l’imissione dell’impulso, l’altra per la ricezione del segnale riflesso. Le frequenze delle onde elettromagnetiche variano da 16 a 2 600 Megahertz. Frequenze superiori forniscono una migliore risoluzione mentre le frequenze più basse forniscono una migliore penetrazione (da 1 a 50 metri). Durante l’indagine, l’antenna viene spostata lungo un profilo rettilineo sulla superficie del terreno o della struttura indagata.

La penetrazione è migliore con materiale resistente (sabbia, asciutta calcare, granito), e inferiore con materiali conduttivi (argille, marne bagnato). L’assorbimento dell’energia è un parametro molto importante da considerare, esso dipende dalla frequenza del segnale di ingresso, costante dielettrica e la resistività del materiale.

La tecnica georadar viene frequentemente utilizzata anche per l’individuazione plano-altimetrica dei sottoservizi interrati quali condotte idriche, fognarie e del gas.

Leggi anche…..