Per la diagnosi dello stato di conservazione delle strutture sono stati condotti:
- Rilievi fotografici e dimensionali;
- Ispezioni visive e igrometriche;
- Prove resistografiche;
- Indagini endoscopiche;
- Prelevamento di un campione ligneo per l’identificazione della specie.
Metodologia e quadro normativo
L’ispezione visiva e l’analisi sul campione prelevato sono state effettuate in conformità alle direttive della normativa UNI 11119:2004 (e UNI 11118:2004), la quale stabilisce obiettivi, procedure e requisiti per la diagnosi dello stato di conservazione, oltre alla stima della resistenza e della rigidezza degli elementi lignei in opera.
Attraverso l’individuazione della specie legnosa, della percentuale di umidità, della classe di rischio biologico, della geometria, delle forme di degrado e della posizione dei principali difetti, è stato possibile stimare la capacità portante delle strutture.
Esito delle indagini e tecniche applicate
- Ispezione visiva ed essenza legnosa: Dalle indagini condotte sulle undici capriate del sottotetto, gli elementi lignei sono risultati complessivamente in buono stato conservativo. Lo studio morfo-anatomico condotto sul campione prelevato ha permesso di identificare con certezza la specie legnosa impiegata.
- Prove resistografiche: L’indagine resistografica è una tecnica quasi-non distruttiva basata sulla misurazione della resistenza opposta dal legno alla penetrazione di un ago sottilissimo (ø 3 mm) in acciaio armonico. Tale perforazione consente di tracciare un diagramma continuo della densità interna e dell’omogeneità del materiale in profondità.
- Ispezioni endoscopiche: Per verificare lo stato di conservazione delle zone di appoggio al muro (spesso non visibili ad occhio nudo), è stata impiegata una video-endoscopia dedicata sulle murature d’imposta di tre capriate








