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Degrado dei mattoni

Nel mese di luglio, su incarico di una società di Imola, all'interno del piano interrato di un edificio storico, sono state eseguite indagini termografiche, scansioni radar, indagini endoscopiche e analisi chimiche sui materiali lapidei (mattoni) di una volta a botte.

Indagini Su Volte a botte

Nel mese di luglio, su incarico di una società di Imola, all’interno del piano interrato di un edificio storico, sono state eseguite indagini termografiche, scansioni georadar, indagini endoscopiche e analisi chimiche sui materiali lapidei (mattoni) di una volta a botte. Lo scopo dell’indagine è stato quello di identificare la causa del degrado dei mattoni della volta. Le prove sono state eseguite da sperimentatori certificati da RINA SPA (Accreditato ACCREDIA) come esperto di 3° livello addetto all’esecuzione di prove su strutture in C.A., C.A.P. e muratura.

Indagine Termografica

L’indagine termografica ha rilevato una anomalia termica principalmente ubicata nei muri contro-terra. Nelle volte non si sono riscontrate anomalie termiche caratteristica di macchie di umidità o perdite di acqua. Le volte, pur presentando il noto fenomeno di sfarinamento della parte superficiale di alcuni mattoni, non presentano segni di cedimento né di fessurazioni o lesioni di particolare importanza.

Scansioni Radar

Le scansioni georadar, attraverso l’utilizzo di onde elettromagnetiche, consentono la definizione delle caratteristiche interne al mezzo indagato. Tali caratteristiche sono legate a fattori fisici, quali il grado di compattazione, la posizione e le caratteristiche di eventuali manufatti sepolti, la presenza di zone umide etc.

La parte interna del soffitto era caratterizzata da riflessioni a bassissimo contrasto elettromagnetico, analoghe a quelle che caratterizzano il livello superficiale. In base a queste analogie si può ipotizzare che il riempimento della volta, il cui spessore, in chiave, è di circa 30 cm sia costituito da mattoni. Nel vano caldaia i profili mostrano, nell’area interna omogenea, una variazione significativa della lunghezza d’onda delle riflessioni attribuibili ad un calo della velocità di propagazione dei segnali radar dovuto ad un aumento dell’umidità interna.

Analisi Chimico-Strumentali

Sull’intradosso delle volte sono state prelevate due campioni di polveri per poi effettuare delle analisi chimico-strumentali. Lo scopo del presente studio era di determinare l’eventuale presenza di sostanze saline solubili. Sui campioni prelevati sono state eseguite: analisi in cromatografia ionica (HPLC), analisi spettrofotometrica all’infrarosso (FT/IR).

Dalle analisi effettuate si è osservato che i campioni risultavano costituiti principalmente da silicati (S), riconducibili prevalentemente ad argille e, in piccola quantità, a quarzo. L’unico altro elemento presente in medio-piccole percentuali, è il carbonato di calcio (calcite indicata con C). Non è stata rilevata traccia di solfati e nitrati.

Conclusioni

Considerando lo stato di alterazione dei mattoni, che farebbe supporre un degrado da umidità e sali solubili, si è ipotizzato che se erano presenti sostanze saline, esse sono state solubilizzate completamente (almeno nel punto di prelievo dei campioni), e portate verso l’esterno dove hanno provocato lo sfarinamento dei mattoni. Tale migrazione potrebbe essere avvenuta durante le operazioni di sistemazione del pavimento sopra alla volta.

Tale degrado dei mattoni è in generale causato dalla pressione di cristallizzazione dei sali idratati contenuti nel muro che asciugandosi  permettono ai sali di cristallizzare al di sotto della superficie e quindi di degradare il mattone.

L’aumentare della ventilazione a causa delle due bocche di lupo all’estremità dello scantinato e l’installazione della caldaia, seccando l’aria, ha accelerato l’evaporazione dell’acqua nei mattoni e la conseguente cristallizzazione dei sali idratabili, tale effetto è più visibile nella porzione dove passa la corrente d’aria e nel vano della caldaia.

Ad ogni modo, considerando la natura chimica dei mattoni, essi possono essere consolidati con preparati del silicio, come il silicato d’etile, con cui hanno una ottima affinità chimica.

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